Archivio per Maggio 2008

Dopo Napoli puliamo il Parlamento

Maggio 21, 2008

Gli eroi e gli sfigati

Maggio 20, 2008

Mi chiedevo chi sono gli eroi in questa società allo sfascio….

Da noi gli eroi sono quelli che fanno i furbi e si arricchiscono sulle spalle della povera gente

Da noi gli eroi sono quelli che corrono ai 300 in macchina che possono e ammazzano la gente perchè possono

Da noi gli eroi sono quelli che vanno in parlamento invece che in galera perchè così si fanno i loro comodi

Da noi gli eroi sono quelli che uccidono innocenti perchè erano bastardi talebani

Da noi gli eroi sono quelli che coprono i criminali, perchè non fanno la spia

Da noi gli eroi sono quelli che fanno un favore a un amico e gli fanno prendere il posto destinato a un altro

Da noi gli eroi sono quelli che fanno fallire le aziende e mettono sul lastrico migliaia di famiglie perchè dovevano alzarsi lo stipendio

Da noi gli eroi sono quelli che sono mafiosi

Da noi gli sfigati sono quelli che invece di fregare gli altri lavorano sodo

Da noi gli sfigati sono quelli che invece di andare in discoteca vanno alla ronda coi barboni

Da noi gli sfigati sono quelli che invece di andare a sharm el sheik vanno lì vicino, ma a costruire una scuola

Da noi gli sfigati sono quelli che invece di sparare ai taliban curano loro, gli americani e i bambini falciati dall mine degli eroi

Da noi gli sfigati sono quelli che non stanno zitti quando si dice mafia

Da noi gli sfigati sono quelli che sono diposti a morire per un ideale quando basterebbe cambiare idea per salvarsi

Da noi gli sfigati sono quelli che hanno il coraggio di denunciare un ingiustizia o un parlamentare

Da noi gli sfigati sono quelli che inevece di godersi la vita si interessano del mondo

Da noi gli sfigati sono quelli che non buttano le cartine per terra

Io non sono da noi.

Resoconto di una giornata contro la mafia

Maggio 20, 2008

Ich bin da!

Allora… stamane assemblea d’istituto al palasport con un altro po’ di scuole di verona…

Tema: Mafia: Noi non ci stiamo.

C’erano svariati ospiti tra cui Salvatore Borsellino, fratello del magistrato barbaramente ucciso dalla mafia….

Poi casca tutto perchè invitano tosi….

quando il personaggio suddetto arriva si scatena un applauso da parte del 90% della gente presente e alcuni fischi e insulti (anch’io ho contribuito…).

Poi partono i piccoli fascisti che crescono:

Duce! Duce!

e saluti romani.

teste di cazzo.

Mi chiedo quanto veramente questa gente sappia cosa dice tosi ma vabbè…. non è questo il tema della giornata.

Tosi parla, e dice che la mafia è anche qua al nord con capitali estorti al sud e che così rovina l’economia del Nord.

Viene applaudito anche da me.

E dagli stessi che dieci minuti prima dicevano che la mafia è solo al sud.

come mi ha detto borsellino più tardi al sud si fa vedere, al nord no.

Poi parla il rettore dell’università di verona, costa, un altro tipo di cui non ricordo il nome e vengono applauditi, ma secondo me erano applausi per prendere per il culo.

Poi pausa e tutti da tosi a farsi fare l’autografo, la foto a toccarlo e, se femine, a sbavargli dietro…. no comment.

E il sindaco che cazzo fa? una giornata sulla mafia e lui è lui come una star che si fa pubblicità. io non lo inviterei neanche se mi pagasse.

porco.

e crede nella lotta alla mafia uno così? vuole crearsi un nuovo bacino di elettori purtroppo incoscienti e che votano perchè la destra va di moda.

no comment.

Poi è il turno di Salvatore Borsellino.

Un’ottimo intervento: ha spiegato l’attività di paolo e giovanni, delo maxiprocesso, della mafia, della mafia che è anche al nord, che crede in noi e che nel nostro paese la mafia non verrà sconfitta finchè:

- i mafiosi saranno in parlamento

-si sposteranno i magistrati (esplicito riferimento a de magistris e forleo) ogni volta che cercano di fare il loro lavoro.

Applusi come al solito di chi non ha ascoltato e prende per il culo.

L’iniziativa è stata buona, peccato per il menefreghismo generale che nn ha permesso a chi voleva di seguire attentamentte. meglio che la partecipazione non fosse stata obbligatoria.

Alla fine borsellino si è fermato con me e un altro po’ di gente e abbiamo parlato un po’. sono molto contento perchè non sono l’unico che viene per vedere tosi o perchè è obbligato.

mi vergogno che del resto a nessuno non gliene freghi niente.

e neanche della generazione di futuri elettori che voterà indiscriminatamente senza pensare.

il sindaco non mio si dovrebbe vergognare a farsi pubblicità così. ma è un politico anche lui.

Bloggers uniti per i diritti umani 15-01-2008

Maggio 16, 2008

Bloggers uniti per i diritti umani 15-01-2008

Diritti umani in Cina

La Cina ha promesso di migliorare la situazione dei diritti umani prima delle olimpiadi di Pechino 2008 . Invece, vi è stato un giro di vite sul dissenso pacifico in Tibet, proveniente dagli attivisti per i diritti umani e dei media. Oggi, la Cina dei diritti umani è peggio di quanto non fosse prima che loro presentassero la loro promessa.

La Cina detiene attualmente il record mondiale per il maggior numero di giornalisti e cyber-dissidenti. Una delle più importanti comprende la giornalista Shi Tao, che sta scontando una condanna a 10 anni di reclusione in un carcere cinese per l’invio di una e-mail! Il 15 maggio, è possibile fare qualcosa al riguardo.

Call for the release of Shi Tao and other prisoners in China.

Detenzioni illegali a Guantanamo

Dall’arrivo dei primi detenuti l’ 11 gennaio 2002, nel centro di detenzione a Guantanamo Bay, questi è diventato il simbolo globale delle violazioni dei diritti umani degli USA. Che includono: la detenzione illegale, la negazione dei fondamentali diritti legali, e la tortura. . L’unica è chiudere il centro di detenzione.

Amnesty International chiede che i detenuti a Guantanamo Bay, US altre strutture, e siti segreti della CIA, abbiano diritto ad un processo equo dinanzi ad un giudice indipendente e imparziale, come ad esempio i tribunali federali degli Stati Uniti. Il 15 maggio, è possibile fare qualcosa al riguardo.

Sign the tearitdown.org pledge

e chiedi i tuoi lettori di fare lo stesso. Solo l’intervento e l’attenzione farà terminare le detenzioni illegali a Guantanamo Bay

Crisi nel Darfur

Una delle peggiori atrocità e violazioni dei diritti umani nel mondo di oggi è in atto nel Darfur, in Sudan. Il conflitto in questo paese ha provocato i peggiori abusi dei diritti umani immaginabile – la sistematica e diffusa omicidi, stupri, rapimenti, e lo spostamento di cittadini pacifici.

Centinaia di migliaia di civili sono stati uccisi in deliberati e indiscriminati attacchi da entrambi i lati delle fazioni in guerra. Oggi, più di 2,5 milioni di civili sono stati sfollati in Sudan.Il 15 maggio, è possibile fare qualcosa al riguardo.

Report sulle violazioni dei diritti umani in Drafur

Loro non hanno voce nel mondo sta a noi fare il possibile per dargliela

Un grazie a Vin-c’è del p2pforum da l cui blog ho copiato questo articolo http://blues-vince.blogspot.com

Un paio di cose

Maggio 16, 2008

Ciao.

Comunicazioni di servizio: al momento son molto impegnato con la scuola e non so quando tornerò…. comunque ho due tre articoletti belli pronti e appena ho tempo li metto.

Un’altra cosa, più importante:

volevo esprimere il mio sostegno a Santoro e Travaglio che nonostante tutto provano a fare Informazione in questa Italia e nella RAI…..

Forza! Siamo tutti con voi!!!!

Se Ciampi guardasse indietro….

Maggio 9, 2008

Mi chiedevo cosa pensi Ciampi (un nome a caso, o uno della sua età), che ha vissuto la guerra, ha lottato, ha vissuto e ricostruito l’italia del dopoguerra e che adesso sa che non vivrà ancora a lungo e vede come siamo ridotti da 15 anni di malapolitica. Il lavoro di una vita in frantumi e nessuna possibilità di salvarla.

Deve essere molto brutto.

Schifani: l’amico della mafia che si finge contro la mafia

Maggio 3, 2008

Ora d’aria
l’Unità, 1 maggio 2008

Chiedendo scusa per il disturbo, senza voler guastare questo bel clima di riverenze bipartisan al neopresidente del Senato Renato Schifani, vorremmo allineare qualche nota biografica del noto statista palermitano che ora troneggia là dove sedettero De Nicola, Paratore, Merzagora, Fanfani, Malagodi e Spadolini. Il quale non è omonimo di colui che insultò Rita Borsellino e Maria Falcone (“fanno uso politico del loro cognome”, sic) perché erano insorte quando Berlusconi definì i magistrati “disturbati mentali, antropologicamente estranei al resto della razza umana”: è proprio lui. Non è omonimo dell’autore del lodo incostituzionale che nel 2003 regalò l’impunità alle 5 alte cariche dello Stato, soprattutto a una, cioè a Berlusconi, e aggredì verbalmente Scalfaro in Senato perché osava dissentire: è sempre lui.

L’altroieri la sua elezione è stata salutata da un’ovazione bipartisan, da destra a sinistra. Molto apprezzati il suo elogio a Falcone e Borsellino e la sua dichiarazione di guerra alla mafia. Certo, se uno evitasse di mettersi in affari con gente di mafia, la lotta alla mafia riuscirebbe meglio. Già, perché – come raccontano Abbate e Gomez ne “I complici” (ed. Fazi) – trent’anni prima di sedere sul più alto scranno del Parlamento, Schifani sedeva nella Sicula Brokers, una società di brokeraggio fondata col fior fiore di Cosa Nostra e dintorni. Cinque i soci: oltre a Schifani, l’avvocato Nino Mandalà (futuro boss di Villabate, fedelissimo di Provenzano); Benny D’Agostino (costruttore amico del boss Michele Greco, re degli appalti mafiosi, poi condannato per concorso esterno); Giuseppe Lombardo (amministratore delle società dei cugini Nino e Ignazio Salvo, esattori mafiosi e andreottiani di Salemi arrestati da Falcone e Borsellino nel 1984). Completa il quadro Enrico La Loggia, futuro ministro forzista. Nei primi anni 80, Schifani e La Loggia sono ospiti d’onore al matrimonio del boss Mandalà. All’epoca, sono tutti e tre nella Dc. Poi, nel 1994, Mandalà fonda uno dei primi club azzurri a Palermo, seguito a ruota da Schifani e La Loggia. Il boss, a Villabate, fa il bello e il cattivo tempo. Il sindaco Giuseppe Navetta è suo parente: infatti, su richiesta di La Loggia, Schifani diventa “consulente urbanistico” del Comune perché – dirà La Loggia ai pm antimafia – aveva “perso molto tempo” col partito e aveva “avuto dei mancati guadagni”.

Il pentito Francesco Campanella, braccio destro di Mandalà e Provenzano, all’epoca presidente del consiglio comunale di Villabate in quota Udeur, aggiunge: “Le 4 varianti al piano regolatore… furono tutte concordate con Schifani”. Che “interloquiva anche con Mandalà. Poi si fece il piano regolatore generale… grandi appetiti dalla famiglia mafiosa di Villabate. Mandalà organizzò tutto in prima persona. Mi disse che aveva fatto una riunione con Schifani e La Loggia e aveva trovato un accordo: i due segnalavano il progettista del Prg, incassando anche una parcella di un certo rilievo. L’accordo che Mandalà aveva definito coi suoi amici Schifani e La Loggia era di manipolare il Prg, affinché tutte le sue istanze – variare i terreni dove c’erano gli affari in corso e penalizzare quelli della famiglia mafiosa avversaria – fossero prese in considerazione dal progettista e da Schifani… Il che avvenne: cominciò la stesura del Prg e io partecipai a tutte le riunioni con Schifani” e “a quelle della famiglia mafiosa, in cui Schifani non c’era”.

Domanda del pm: “Schifani era al corrente degli interessi di Mandalà nell’urbanistica di Villabate?”. Campanella: ”Assolutamente sì. Mandalà mi disse che aveva fatto questa riunione con La Loggia e Schifani”. Il tutto avveniva “dopo l’arresto di Mandalà Nicola”, cioè del figlio di Nino, per mafia. Mandalà padre si allontana da FI per un po’, poi rientra alla grande, membro del direttivo provinciale. E incontra Schifani e La Loggia. Lo dice Campanella, contro cui i due forzisti hanno annunciato querela; ma la cosa risulta anche da intercettazioni. Nulla di penalmente rivelante, secondo la Dda di Palermo. Nel ‘98 però anche Mandalà padre finisce dentro: verrà condannato in primo grado a 8 anni per mafia e a 4 per intestazione fittizia di beni. E nel ‘99 il Prg salta perché il Comune viene sciolto per infiltrazioni mafiose nella giunta che ha nominato consulente Schifani. Miccichè insorge: “E’ una vergognosa pulizia etnica”. Ma ormai Schifani è in Senato dal 1996. Prima capogruppo forzista, ora addirittura presidente. Applausi. Viva il dialogo. Viva l’antimafia.

Segnalazioni

Guarda il video di Annozero di ieri

Libera Piemonte organizza una serata tributo dedicata a Peppino Impastato e a tutti i giornalisti morti per mano mafiosaper saperne di più clicca qui

La poesia di Carlo Cornaglia